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Ignoranti gerontologici o assoluti imbecilli?

Sono stato tentato e ritentato di scrivere qualcosa su ciò che è avvenuto domenica scorsa al Presidente del Consiglio. Avrei voluto dire che chi semina vento raccoglie tempesta, che sia a destra che a sinistra non si fa che scialacquare la nostra democrazia.

Sono indignato da quel che ha detto l’On. Fabrizio Cicchitto; cioè del fatto che ad “armare la mano” (1) del mitomane sarebbero state testate come Repubblica, di cui sono stato lettore e finanziatore per anni, o come Il Fatto, di cui sono attualmente abbonato. Insomma, per il capogruppo alla Camera del Pdl è probabile che io, come centinaia di italiani che acquistano il giornale a cui danno più credito, e quindi ne sono in parte i finanziatori, siamo i mandanti occulti del “vile attentato”.

In questi giorni ho sentito amici di destra e di sinistra accusare la controparte di essere la principale causa di questo clima e contemporaneamente ammettere che anche la propria aveva esagerato. Ne ho dedotto che nel gioco del ‘chi ha iniziato per primo’ non vince nessuno. Per questo preferisco non giocarci (i giochi senza fine non mi appassionano).

Berlusconi o lo si ammira o lo si disprezza. Non c’è via di mezzo, e su questa cosa, credo di poterlo dire a ragione, egli ha costruito la sua figura di leader indiscusso del centrodestra. Non si è mai posto come il mediatore, ma come l’oggetto del contendere. Sia a destra che a sinistra, tutto da 15 anni gira attorno a lui e alla sua figura. E ripeto, su questa immagine, corrispondente o meno alla realtà della sua persona, Berlusconi è l’ombelico della politica italiana. La sua figura divide in due l’Italia, e una delle due parti, anche se con diversi gradi di intensità, lo disprezza.

Io questa non la definisco una “campagna d’odio”, ma la realtà di un paese diviso e mantenuto intenzionalmente tale, perché da entrambe le parti politiche c’era da guadagnarci. Non ne faccio una tragedia, perché Berlusconi era già stato fatto oggetto del lancio di un treppiedi, Bush di un paio di scarpe, e soprattutto perché ognuno di noi ha imparato da anni a riconoscere i volti degli uomini della sua scorta. Il presidente del Consiglio Italiano, come altre cariche dello Stato girano scortate, perché? Ovvio! Ciò non significa che debba accadere qualcosa, ma che va messo in conto. Dato che era già successo, dato che io un anno fa, solo perché impugnavo una reflex, ero entrato ad una conferenza stampa di cui lui era l’ospite senza alcuna perquisizione e senza che qualcuno mi chiedesse chi ero, e trovandomici a un metro, la domanda che tutti ci dovremmo porre è: «perché, quando è ovvio che un Presidente del Consiglio è facilmente vittima di azioni e atti mitomani, non viene adeguatamente protetto?»

E invece, di fronte ad una cosa di una tale gravità – e non mi riferisco al gesto, ma al fatto che è stato possibile – si discute sui mandanti, sui colpevoli di un clima, su chi ha “armato la mano”… e non sul fatto che chiunque può avvicinarsi al Primo Ministro. E questo ha anche a che fare con le escort e con tutto ciò che gira attorno al Berlusconi, e su cui ci si dovrebbe interrogare.

È come se io andassi alla Casa Bianca, suonassi il campanello, venisse ad aprirmi Obama e io gli tirassi uno schiaffo ben assestato, perché non sono d’accordo con il suo Nobel per la pace. Secondo voi chi andrebbe sotto accusa? L’apparato di sicurezza del Presidente, o l’Accademia Reale di Stoccolma?

In Italia sotto accusa sono alcuni gruppi editoriali, alcuni giornalisti, alcuni politici, alcuni comici, insomma chi avrebbe creato il clima. Il rapimento e l’assassinio dell’On. Aldo Moro sono stati certamente fatti più gravi e avvenuti in un clima e in un periodo ben più cupo e tetro del nostro, ma nessuno al tempo si sognò di chiamare in causa né il PCI, né gli italiani che non potevano sopportare il Presidente della Democrazia Cristiana (ed erano tanti), né Carl Marx per aver scritto Il Capitale.

Invece oggi si chiede la chiusura di certi siti, l’oscuramento delle pagine di facebook, di twitter, youtube e qualunque altra cosa ospiti il non consono, il non gradito, il non accettabile. E a paventare queste minacce tramite decreto è proprio il Ministro che di sicurezza si dovrebbe occupare. Siamo in presenza di persone che hanno perso il lume della ragione e fanno i ministri o i parlamentari.

Esagero? No. Perché chiudere internet per quello che la gente ci scrive su è come abbattere il palazzo, il monumento, il ponte, per risolvere il problema degli incivili che fanno le scritte sui muri. È da assoluti imbecilli!

(1) Vedi: Corriere della Sera, Avvenire, La Repubblica, Il Fatto.
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  1. Nicola
    17 dicembre 2009 a 15:43 | #1

    molto bello questo post… ben fatto ed assolutamente obiettivo. anche se continuo a ritenere che il quotidiano Repubblica, i suoi articoli ed ediitoriali estremisti, le sue raccolte di firme, abbiano una grossissima responsabilità.. questa non è libertà di stampa, giornalismo costruttivo, è solo becera propaganda politica da parte di alcuni giornalisti che credono di avere sempre la conoscenza e la verità assolute tra le loro mani….
    e queste sono le conseguenze, che uno psicolabile qualunque può avvicinarsi al Premier e farlo fuori assolutamente indisturbato, solo perchè ha respirato tutto l’odio che Di Petro, Franceschini e Travaglio e Mauro continuano liberamente a vomitargli addosso OGNI giorno, solo perchè oltre a quello non hanno altro di costruttivo da dire.
    Son convinto che se non ci fosse più Berlusconi a sinistra ci sarebbe l’assoluto mutismo perchè non avrebbero altro di costruttivo da dire al paese… Quindi, cominciamo ad elaborare costruttive proposte di crescita per il paese, invece di urlare “a morte Berlusconi” dalle piazze e rispettiamo il principio basilare della democrazia che chi vince alle elezioni ha diritto di governare per 5 anni e gli altri vanno a fare opposizione, che non vuol dire demonizzazione..

  2. RENATO
    17 dicembre 2009 a 17:11 | #2

    Io e tanti altri amici con cui parlo di politica non abbiamo mai amato nè disprezzato Berlusconi. Lo consideriamo bene per quello che fa. Ci rammarichiamo per il tanto che non fa e potrebbe fare. Ci interessa relativamente quello che dice o la sua vita privata. Quasi tutti e quasi sempre abbiamo votato per partiti della coalizione di cui è il leder. Avversiamo quelli che lo disprezzano o, peggio, lo ritengono un dittatore solo perchè ci sentiamo disprezzati anche noi che l’abbiamo votato. Per quanto li conosciamo sappiamo che costoro si sentono depositari della verità politica e manca poco che chiedano di togliere il voto a chi non capisce di politica, come quelli che, sadici o masochisti, votano Berlusconi. E’ vero, da questi aristocratici (e anche da te) noi, che siamo popolo semplice, ci sentiamo minacciati, oltre che disprezzati e quindi, per reazione difensiva, ci appogiamo a Berlusconi anche quando non sarebbe opportuno. Spesso, nella storia, il popolo si è alleato con il re contro i nobili.
    Assieme a Santoro, Travaglio, Repubblica ecc. anche tu porti il tuo contributo per far permanere Berlusconi.

  3. Davide
    17 dicembre 2009 a 22:35 | #3

    Faccio solo alcune precisazioni. Nel mio post non parlo di amore vs disprezzo, ma di ammirazione vs disprezzo. Le parole amore e odio le ho accuratamente evitate. Inoltre ho parlato di diverse misure di disprezzo, non indicando quale sia la mia. Io disprezzo Berlusconi letteralmente, cioè non lo ritengo di gran prezzo. Come Presidente del Consiglio, secondo me, vale ben poco. Ovviamente della sua persona so poco o niente e non mi permetto di giudicarla, ma nel momento in cui diviene il mio Presidente credo di poter apprezzare o meno quanto fa nella sua veste istituzionale, e credo lo possiate fare anche voi.
    Se ritieni di dovermi avversare per il fatto che lo disprezzo, mi spiace, perché non è la stessa cosa per me. Anzitutto perché, come avrai potuto leggere nel mio precedente post, mi ponevo proprio il problema della parte politica da scegliere. E le tue parole mi confermano nella tesi che da tempo sostengo, cioè che Berlusconi sia Presidente del Consiglio per la terza volta, più per le colpe della sinistra, sia parlamentare che culturale, che per le proprie capacità.
    Come dici tu, la sinistra (parlamentare e culturale), si ritiene moralmente ed intellettualmente superiore. E questo la rende inaccettabile. Come dici tu, e il tuo commento lo conferma, questo non fa che portare voti a Berlusconi.
    È molto grave quel che emerge dalle tue affermazioni quando dici di sentirti disprezzato. Ciò è grave e mi auguro che tu ti possa sbagliare, anche se temo che in alcuni casi tu abbia ragione. Però dobbiamo combattere questi atteggiamenti, e non solo perché fanno vincere Berlusconi, ma perché ci fanno perdere tutti; perché fanno perdere la nostra società.
    Sul fatto che Berlusconi è al centro di tutto, o perché ci si è messo lui, o perché la sinistra ne ha fatto una ossessione, direi di poter dire che siamo d’accordo.
    Finisco quindi ringraziandoti. Hai arricchito il punto di vista.

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